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Gli
articoli di cozy-corner sul Natale sono originali e unici,
scritti personalmente da me e da Irina e tradotti nelle
rispettive lingue sempre da noi. Ogni copia in altri siti é
appunto una volgare copia non autorizzata, ad opera di
webmaster carta carbone, privi della minima
originalità. |
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Il Natale
ortodosso si celebra il 7 gennaio, dopo 9 mesi dopo
l'Annunciazione a Maria Vergine. La festa del Natale é la
più importante dell'anno, dopo la Pasqua. Prima del Natale
c'é un periodo di preghiera alternato dal digiuno per 40
giorni. Comincia il 27 novembre. Il digiuno naturalmente non
é assoluto, si raccomanda di mangiare di magro nei giorni di
mercoledì e venerdì. Di norma si consuma il pesce in quei
giorni. La vigilia di Natale, giorno
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di severo
digiuno si chiama Sočelnik, per via del cibo sočivo, che
consiste in grano lesso e frutti. L'unico cibo previsto in quella
giornata. Il digiuno dura fino che non compare in
cielo la prima stella. |
Il
perdurare del digiuno fino alla prima stella sorta dopo
il tramonto non è un vezzo, ma é il modo di concepire il
termine del giorno ereditato dalla tradizione ebraica e
vale per tutti i tipi di digiuno della Chiesa Ortodossa.
Se, per esempio, oggi è mercoledì il cristiano ortodosso
digiuna in questo giorno, mentre giovedì può mangiare in
altro modo; ma quando finisce il mercoledì e comincia il
giovedì? Al comparire della nuova volta notturna il cui
inizio è la prima stella visibile. Mentre nel senso
civile
il nuovo giorno comincia allo scoccare della mezzanotte,
nel senso ecclesiastico esso comincia al nuovo nascere
della volta celeste dopo il tramonto. Ovviamente per
quel tempo , alla vigilia di Natale, il fedele già in
chiesa ed è già proteso a prepararsi al Mistero della
festa nell'ascoltare, partecipandovi, la preghiera
notturna che comincia dopo il tramonto... naturalmente
in questi momenti egli è chiamato a pensare ad altro e
non certo a mangiare. Durante la Veglia il fedele è
protratto al Mistero attraverso la "Velikaja
povecerie" (Grande Compieta), ricca di salmi, di
preghiere di Santi Padri ed in modo particolare
soprattutto per il Natale il " Canto Messianico" ove si
cantano versetti messianici
intercalati dal ritornello "Poiché Dio è con noi!" molto
significativo perché Dio stesso è ora con noi nella
carne, fattosi uomo. Dopo il cantico di Simeone ("ora
lascia o Signore che il tuo servo vada in pace secondo
la Tua parola...) segue il Tropario della festa
"Rozhdiestvo Tvoe, Xriste Bozhe
nasc"
(preghiera cantata esplicativa del significato mistico
della festa) alla quale segue la benedizione delle
vivande (pane, grano, vino e olio), che ha un
significato benedizionale legato alla vita rurale della
Chiesa antica e mantenuto fino ai nostri giorni.
terminata la compieta comincia l'Officio del Mattutino
che ad un certo punto prevede l'intronizzazione
dell'icona del Natale accompagnata da una candela e
seguita dal canto del "Veliciaiem"
(Magnificazione), Si prosegue poi con il rito fino alla
lettura del
Santo Vangelo e al canto del Canone (insieme di tropari
che esplicano il mistero della festa secondo schemi
precisi e completi). Durante questo canone i fedeli
vanno a venerare l'Icona della festa e vengono unti dal
sacerdote con l'olio benedetto, poi CONSUMANO il pane
benedetto in precedenza,
eredità di quando le liturgie duravano veramente tutta
la notte e si sentiva il bisogno fisico e naturale di
rifocillarsi un po', cosa che poi è entrata in modo
rituale nella celebrazione, ECCO QUINDI CHE QUI VIENE
INTERROTTO IL DIGIUNO. Come vedete questo va al di là
del semplice simbolismo della candela che rappresenta la
stella. La festa è già stata annunciata dai tropari,
l'Icona già Venerata il Vangelo della nascita già
proclamato e il canone che introduce la festa già
iniziato. Il fedele si trova già quindi immerso nella
pienezza della festa nel nuovo giorno del tempo
liturgico introdotto dal
Mattutino e quindi il digiuno di penitenza e di attesa
cessa, poiché ha fatto il suo corso. |
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In genere però per la conclusione del
periodo di digiuno si aspetta che dopo la liturgia venga
intonato l'inno di Natale "Rozhdiestvo Tvoe, Xriste Bozhe
nasc". In quel momento al centro della chiesa viene portata
l'icona del Natale. Con essa un cero, che simboleggia la
stella cometa di Betlemme. Finché non compare questo simbolo
della stella, il digiuno non si interrompe. La chiesa
viene addobbata per le feste. La casa anche si riempie di
decorazioni, soprattutto si fa l'albero, elka. Per la
verità questo avviene nelle |
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case dove
l'albero é considerato
un simbolo del Natale, anche se non nella tradizione
ortodossa. Nelle altre l'albero si fa per l'anno
nuovo, novogodnaia elka. Sulla cima dell'albero si mette una
stella, come la nostra cometa sul presepe. In molti casi si
usano anche ghirlande con pesci, pecore... tutti simboli
della tradizione cristiana, che ancora oggi ritroviamo nella
catacombe cristiane di Roma. |
Рождество Твое, Христе Боже наш
Тропарь: Рождество Твое, Христе Боже наш, возсия мирови свет
разума: в нем бо звездам служащий звездою учахуся Тебе
кла-нятися, Солнцу правды, и Тебе ведети с высоты востока.
Господи, слава Тебе.
Кондак: Дева
днесь Пресущественнаго раждает, и земля вертеп Неприступному
приносит. Ангели с пастыръми славословят, волсви же со
звездою путешествуют: нас бо ради родися Отроча Младо,
Превечный Бог.
Questo é l'inno che
viene intonato durante la liturgia, é in russo, ma provare a
tradurlo sarebbe come tradurre l'Ave Maria, un po' sacrilego
direi...
I
dieci giorni che seguono il Natale si chiamano giorni santi.
Il digiuno é finito e tutti si rallegrano delle feste e si
fanno gli auguri. Alcuni cantano i "koliadki", che sono
canzoni di augurio. Non ho mai avuto il piacere di ascoltare
dei cori russi con canzoni di Natale purtroppo. Sono canzoni
popolari, non canti tipicamente cristiani.
Zhanna Balova |
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In risposta
ad alcune critiche mosse a questa pagina da una nostra
navigatrice, pubblichiamo alcune precisazioni dello staff
della Chiesa Ortodossa in Italia. Gli inserti in corsivo
sono tratti da alcune lettere dello staff della Chiesa
Ortodossa in Italia, di cui vedete i link a fondo pagina.
Il
Digiuno del Natale, per i cristiani di fede ortodossa,
esiste ed è un vero e proprio digiuno assolutamente severo
anche se quello più stringente di tutti è il digiuno della
Pasqua.
Non si mangia nulla derivante da animali né olio d'oliva, i
sabati e le domeniche è concesso il mollusco e un sobrio
misurino di vino. Il senso del digiuno è la sobrietà che
deriva dall'astinenza e dal lasciare spazio ad una preghiera
sempre più stringente per contemplare il Mistero della
festa. Si può parlare di "Quaresima del Natale". Il digiuno
del Natale Ortodosso non è ad oggi paragonabile all'Avvento
cattolico in quanto quest'ultimo è divenuto assolutamente
blando e scarsamente significativo della santa attesa che si
deve a Dio che viene.
Se
vogliamo essere precisi, gli ortodossi ordinariamente
digiunano ogni settimana nei giorni di lunedì (giorno
dell'angelo che ci custodisce), di mercoledì (in ricordo del
tradimento di Giuda), di venerdì (giorno della morte nella
carne del Signore). Come vedete il senso della penitenza si
inquadra sempre come se fosse nella settimana santa in
quanto ogni domenica è il giorno della Risurrezione.
Naturalmente la Settimana Santa che precede la festa di
Pasqua è ancora più stringente e profonda. Inoltre il
cristiano ortodosso digiuna anche negli altri giorni del
tempo ordinario se si
prepara ai Sacramenti della Confessione e dell'Eucaristia.
Per saperne di più sui periodi di digiuno, e sul calendario
liturgico ortodosso, non solo del natale potete consultare
il link sottostante:
http://www.ortodossia.info/Catechismo%20giovani9.htm
Paola e Irina ringraziano lo staff della Chiesa Ortodossa
del Patriarcato di
Mosca in Italia - Parrocchia Santi Sergio Serafino e
Vincenzo - Milano |
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