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Gli
articoli di cozy-corner sul Natale sono originali e unici,
scritti personalmente da me e da Irina e tradotti nelle
rispettive lingue sempre da noi. Ogni copia in altri siti é
appunto una volgare copia non autorizzata, ad opera di
webmaster carta carbone, privi della minima
originalità. |
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Era la notte
di Natale del 1223. Immagino che fosse una fredda notte, con
le montagne e le colline della Valle Santa, completamente
ricoperte di neve e di ghiaccio. In quelle terre solitarie e
montane un gruppo di poverelli, senza scarpe, vestiti solo
di povere vesti, portavano la parola di Dio e un messaggio
di fede e di speranza per i più poveri tra i poveri....San
Francesco con alcuni dei suoi compagni, come Fra Leone,
soggiornò a lungo |
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a Greccio, cittadina
della valle reatina, già dal 1209. Mentre si trovava
ospite del convento di Poggio Bustone, San Francesco,
guidato da Dio, decise di realizzare il Natale del
Signore. Incaricò uno dei suoi fratelli di recarsi a
Greccio, presso messer Giovanni Velita, perché
organizzasse il tutto, costruisse una mangiatoia e
perché sua moglie Alticama facesse un fantoccino di
pezza. Tutto come gli era stato indicato dal Signore. |
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Proprio sulle
montagne di Greccio, dove si trovano numerose grotte
naturali, San Francesco realizzò il primo presepe vivente,
riproduzione della natività di Betlemme, con l'aiuto dei
contadini e montanari, gente semplice, che ancora oggi in
processione si avviano il 6 gennaio, giorno dell'Epifania,
da Greccio fino al santuario. Ancora oggi dalla superstrada
per Terni si vede da lontano una collina quasi circolare,
verdissima e alla sua sinistra un torrione con un castello,
da poco restaurato. Sulla stessa linea cominciano a vedersi
le prime case di Greccio...... se si sale con lo sguardo si
vede la montagna a strapiombo ...... Proprio lassù immerso
nel verde e nella quiete, c'é il santuario francescano, con
la cappella del primo presepe della storia. Quasi 800 anni
fa. Si racconta che il luogo dove sorge il santuario venne
scelto per caso, lanciando un tizzone ardente, che ricadde
proprio là dove poi venne eretto il santuario. Il lancio del
"tizzo" viene ancora oggi rievocato nel periodo di Natale,
durante la rappresentazione del presepe vivente allestito da
San Francesco. |
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Ci sono
altri 3 santuari francescani nella valle santa, oltre
Greccio (Santuario di Poggio Bustone, della Foresta, di
Fonte Colombo)..... quasi una croce perfetta....... Il
santuario di Greccio é scavato in parte nella roccia,
con piccole cellette di pochi metri
quadrati........quasi come nidi di aquile, lontano da
tutto e da tutti. Nella parte aperta al pubblico si
possono visitare le celle dove soggiornarono san
Francesco e i primi fratelli, |
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con palco in
legno del XIII secolo. La chiesetta con il coro di
legno, la cella di San Francesco con uno spuntone di roccia
all'interno, dove il santo riposava. Sorella roccia....viva,
come amava San Francesco. Tutti gli anni la notte di Natale
si rievoca il presepe di Francesco con personaggi noti e
meno noti, con comparse del paese. Poco prima della
mezzanotte comincia lo spettacolo e tutti insieme, pur nella
fredda notte grecciana, salutiamo la nascita di Gesù, col
suono della campana della chiesa del
santuario....... soprattutto con semplicità e
povertà....... come dovrebbe essere. Invece la
maggior parte di noi si trova riunita intorno alle tavole
imbandite........ nonostante il 24 dicembre sia un giorno di vigilia e
di digiuno. Il Natale in Italia é business e tradizione.
Ricordo la mia infanzia e il presepe che facevamo in casa.
Le statuette comprate insieme a mio padre....la capannina,
la carta roccia, il lago di cristallo........no era solo
carta d'alluminio........le lucette colorate........ah già
un po' di farina gialla e un po' bianca........Momenti
veramente unici. Qualche giorno prima di fare il presepe
andavamo per i boschi vicino casa mia, per raccogliere il
muschio verde......qualche rametto per fare degli alberelli.
Ora c'é il lichene, il muschio finto, la carta
prato........senza troppa poesia.... |
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Alcune
cose rimangono comunque sempre le stesse, come la
torta di nocciole della
nonna, il baccalà
con le spine preparato con pomodoro e uva passa dalla zia
Paolina, non solo prelibatezze culinarie, ma anche abitudini
familiari che restano sempre le stesse, anche quando con il
tempo molti dei protagonisti cambiano......in ogni caso
rimane la festa della famiglia....così mi piace festeggiarla
e sempre |
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ricordare e
soprattutto mantenere le tradizioni........ Paola |
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La
cittadina di Greccio é gemellata con Betlemme. Per
raggiungere Greccio potete venire da nord per la strada che
da Terni
porta a Rieti, Greccio si trova proprio lungo la strada,
quella vecchia. Passate per Papigno, poi Marmore e poi al
bivio se scegliete la strada a destra vi ritroverete subito
a Greccio dopo circa 15 km, se prendete quella a sinistra vi
ritroverete al lago di Piediluco, ma potete ugualmente
arrivare a Rieti e poi a Greccio.
Se invece
venite da Roma é ancora più facile. Percorrete tutta la
statale 4 Salaria e a San Giovanni Reatino imboccate la
galleria di recente costruzione. Dopo 4.5 km di galleria
uscite nella superstrada per Terni, percorrete un breve
tratto e poi trovate il bivio per Greccio. Il paese si trova
arroccato, circa 700 m slm, quindi dovrete salire un po' per
arrivare al santuario francescano.
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Distanza:
13 Km da Rieti e 94 Km da Roma |
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Informazioni turistiche: tel. 0746/750640 e fax 750587
Proloco di Greccio |
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Informazioni: |
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