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La Foresta Santuario Francescano - Rieti - Italia

Il Santuario francescano de La Foresta si trova nel Lazio, sulle colline intorno a Rieti. San Francesco vi dimorò circa due mesi, quando ancora non c'era il complesso del monastero odierno, ma solo una chiesetta, quella di San Fabiano. Si fermò qui in attesa che gli venisse praticata un'operazione agli occhi nel vicino monastero di Fonte Colombo, sempre a Rieti. Nella prima edicola della via Crucis prima di arrivare alla chiesa c'é infatti una scena della vita di San Francesco dove si vede chiaramente che i suoi compagni lo trasportano a Fonte Colombo per farlo operare. Oltre a questo soggiorno, naturalmente ce
ne furono degli altri. Il Santo si spostava spesso. Di questo un giorno, durante uno dei miei viaggi a Roma mi ha parlato un frate francescano, che con dovizia di particolari mi ha raccontato la storia di questo convento di Francesco, del miracolo della vigna e di come egli e il convento della Foresta stessero cercando prove inconfutabili, presso l'archivio Vaticano, sul fatto che San Francesco proprio alla Foresta pensò e dettò il suo Cantico delle creature.

Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messer lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione. Laudato si, mi Signore, per sora luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si, mi Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento. Laudato si, mi Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si, mi Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Laudato si, mi Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore et sostengo infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke'l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si, mi Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no'l farrà male. Laudate e benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate.

Secondo la tradizione questo fatto sarebbe avvenuto ad Assisi nella chiesetta di San Damiano, ma forse non esiste luogo che abbia ispirato questa
preghiera... anche se tutto in questo santuario fa pensare al cantico sulla natura e le creature di Dio, che é quasi un inno alla gioia e alla letizia dell'uomo davanti al creato ed egli stesso parte di questo tutto armonico. Sono stata molte volte in questo santuario immerso nel verde a pochi chilometri da Rieti, spesso anche a piedi nonostante la salita. Lungo il sentiero d'accesso ci sono tante edicole, una per ogni stazione della via crucis, sempre in maiolica, anche se alcune andrebbero proprio restaurate. Dal sentiero si vede già il santuario, con l'orto, il giardino e la vigna. Tutto é molto ben curato e armonioso, ci sono anche
cassette per le api e in alcuni vecchi alberi ci sono anche api selvatiche, stanziatesi in questo luogo simbolo di tranquillità. Dal piazzale si va verso la chiesetta e da lì parte una scala in mezzo al bosco che va alla sorgente d'acqua. Risalendo i gradini si torna verso la chiesa e le amate rocce di San Francesco e, passando per il giardino, si arriva al recinto dove ci sono le statue di Francesco e dei compagni che lo seguivano nel suo peregrinare. Da lì partono molti sentieri, alcuni si addentrano proprio nel bosco e seguono gli itinerari di Francesco. Ce n'é uno in particolare che arriva fino alla frazione di Quattrostrade, probabilmente percorso da Francesco
durante il suo cammino dal Santuario di Poggio Bustone alla Foresta, Fonte Colombo e Greccio. Le sensazioni che si hanno in questo luogo sono di totale serenità e armonia con la natura, non si sentono rumori estranei, tutto pare incantato nel silenzio e nella letizia, proprio come doveva essere allora. Ci sono enormi alberi, querce soprattutto, che offrono riparo dal sole anche in piena calura estiva. La strada per il convento é spesso meta di sportivi, a passeggio a piedi o in bicicletta. All'arrivo la fermata é d'obbligo alla sorgente d'acqua sotto il convento. Stupefacente la somiglianza de La Foresta con il santuario di Greccio e con quello de La Verna in Toscana.
I sassi e le rocce sono spaccate e alcune sembrano essere come di panna montata. Uno straordinario parco naturale, oltre che luogo sacro. Presso il convento si può trovare facilmente trovare ospitalità, chiaramente dovrete avvisare in anticipo. L'ambiente é molto bello, ma piccolo, di certo adatto a poche persone alla volta. (Tutte le foto della pagina sono proprietà del sito cozy-corner 11 luglio 2004, andate a La Foresta e scattate voi stessi le vostre foto, grazie)

Cartina del Santuario

Informazioni:

Galleria & Mappa

Come arrivare

Itinerario proposto da Paola

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                       01/02/05 14:18:13

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