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PERCHE' "RUS"?
ORIGINE DELLA PAROLA |
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Uno
speciale riguardo bisogna riservare all'origine della parola
Russia, che é associata dagli storici dei Normanni con i
Variaghi, con
argomentazioni spesso costruite, anche se non senza
fondamento. Così ad esempio in lingua finnica Svezia si dice Ruotsi.
I Finnici, antichi abitanti di quelle regioni, già nella
notte dei tempi avrebbero preso in prestito questo termine
dagli Svedesi, già in epoca remota. |
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In ogni caso
la parola Russia era già diffusa e utilizzata prima che il
primo Variago comparisse in Europa orientale. Più di tutto le
fonti legano questo nome alle tribù meridionali, che
abitavano lontano dalla costa del mar Baltico. Nella seconda
metà del IV sec. alcune fonti riferiscono della tribù dei
Rosolani, che vivevano nel bacino del fiume Ros (tributario
del Dnepr, vicino l'odierna Kiev), che cominciarono ad usare
frequentemente la parola "Rus". Tuttavia c'é la ferma
convinzione che il termine "Rus" non sia
scandinavo, ma di
origine slavo-orientale, e che i Variaghi che venivano dal
sud avevano solo recepito questo nome, ma solo verso la fine
del IX sec.; ci sono testimonianze che portano a queste
conclusioni. Così come il termine Ruotsi non può escludersi
che sia entrato a far parte del vocabolario finnico, ad
opera degli slavi. Purtroppo il carattere frammentario delle
fonti ci induce a conclusioni non sempre univoche. Per
esempio possiamo tirare in ballo il noto frammento degli
Annales Bertiniani (Le cronache dell'abbazia di San Bertin,
l'odierno Sant'Omero, nel dipartimento di Calais in Francia)
- una nota aggiunta nell' 839 riferisce dell'ambasciatore
dell'imperatore bizantino Teofilo (829-842), che fu ricevuto
dalla corte dell'imperatore Ludovico il Pio:
Venerunt etiam
legati Graecorum a Theophilo imperatore directi (...) quos
imperator quinto decimo Kalendas Iunii honorifice suscepit.
Quorum legatio super confirmatione pacti et pacis atque
perpetuae inter utrumque imperatorem eique subditos amicitae
et caritatis agebat. (...) Misit etiam cum eis quosdam, qui
se, id est gentem suam Rhos vocari dicebant, quos rex
illorum chacanus vocabulo ad se amicitiae, sicut asserebant
causa direxerat, petens (...) quatenus benignitate
imperatoris redeundi facultatem atque auxilium per
imperatorium suum toto habere possent, quoniam itinera, per
quae ad illum Constantinopolim venerant, inter barbaras et
nimiae feritatisgentes inmanisimas habuerant, quibus eos, ne
forte periculum inciderent, redire noluit. Quorum adventus
causam imperator diligentius investigans, comprit, eos
gentas esse Sueonum.
(Fonte:
Annales Bertiniani, recensuit G. Weitz. Scriptores rerum
Germanicarum in usum scholarum ex Monumentis Germaniae
Historicus recusi, Hannover, 1883)
In italiano
significa:
Vennero anche gli ambasciatori inviati dall'imperatore
bizantino Teofilo (...), che furono ricevuti con tutti gli
onori verso la metà del mese di maggio. Il loro compito
era quello di concludere la pace e l'alleanza fra entrambe
gli imperatori e di infondere amicizia e carità fra i loro
popoli (...). Giunsero anche delle persone che si
definivano Rhos, il cui re, che si fregiava
dell'appellativo di chacano, li aveva inviati pure in
amicizia per chiedere (...) all'imperatore la facoltà, per
sua intercessione, di tornare a casa sani e salvi
attraverso il suo impero, siccome erano giunti a
Costantinopoli, fra schiere di barbari e selvaggi, in modo
che non passando per la stessa via, non corressero alcun
pericolo. L'imperatore vagliate le loro credenziali, si
rese conto che
erano Svedesi.
(Traduzione di cozy-corner 2004)
Così erano
presenti delle persone alla corte Bizantina che si
chiamavano Rhos (qui se Rhos vocari dicebant) e che erano
venuti a Bisanzio come inviati del loro re, che l'autore
della nota chiama chacano. Finora nulla aveva chiarito la
loro posizione effettiva, finché l'imperatore Ludovico non
si accertò che i sudditi di chacano (rex
illorum chacanus vocabulo) erano Svedesi (eos gentas esse
Sueonum). Questa nota, effettiva, non é però tanto chiara. Con
l'appellativo di chacano alcuni indicano il re scardinavo
Haakon, altri il Khazaro khagan. L'ultima versione risulta
abbastanza probabile; si può infatti affermare che per
esempio un Kazharo con l'appellativo di khagan abbia inviato
degli Slavi- Russi a Costantinopoli con un'ambasciata. Più
fonti del IX e del X sec. hanno delle note simili, ma sono
altrettanto oscure e non forniscono abbastanza prove per
identificare i Russi con i Normanni.
M.
Arushev tradotto per Cozy da Paola |
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